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La prima volta

(pubbl: 18 gennaio 2010)

La prima volta che mi sono innamorata avevo undici o dodici anni. Il mio era un innamoramento esclusivamente ormonale; era la prima volta che vedevo una mascella maschile sotto un’altra luce, e questo mi riempiva di dolci pensieri, che non erano ricambiati per niente, comunque. Mi si è spezzato il cuore quando il proprietario della mascella si è fidanzato con l’unica ragazzina della mia classe che aveva il culo. Come dargli torto.

La prima volta che sono stata fregata avevo circa un anno e mezzo in più. Il mio fidanzatino era uno stronzo di primissima scelta, e io ero una scema di qualità anche superiore che gli sarebbe corsa dietro anche se il principe azzurro in questione avesse deciso di imbarcarsi per la Luna da un momento all’altro urlandomi dall’oblò che ero meno affascinante del suo straccio per lavare i pavimenti e non voleva avere niente a che fare con me, con tutte le biondine pronte a nuove esperienze che giravano nel cortile della scuola. Più o meno una metafora di quello che ha fatto nel mondo reale. Il primo fidanzatino che vorresti veder bruciare in mezzo a una piazza gremita non si dimentica mai, e racchiude in sè quello che saranno i tuoi futuri compagni e, soprattutto, quello che sarai tu una volta leccate le ferite e assetata del sangue di qualcun altro.

La prima volta che sono stata io a fregare qualcuno avevo circa quindici anni, e per una bugiarda manipolatrice credo sia un’età abbastanza precoce. Ne uscivo da tre anni di inferno, e finalmente iniziavo ad assomigliare a una ragazza e non più ad un comodino parlante. Non ero quello che si diceva una bella ragazzina, ma almeno mi trovavo già all’interno della comunità femminile universale volgarmente detta ciclo.

La prima volta che ho amato con tutta la forza degli ormoni e degli insegnamenti Disney è stato più o meno nello stesso periodo, ovviamente un altro ragazzo, come fanno le bugiarde manipolatrici precoci. La prima volta che ho capito che amare è un’altra cosa, senza sapere bene cosa, è stato quando sono stata scaricata. Succede, senza nessun motivo e per tutti i motivi del mondo.
La prima volta che mi sono trovata nella situazione disperata in cui se anche un palo della luce mi avesse detto: come sei carina!, io me lo sarei sposata in un battito di ciglia, è stato subito dopo, perchè avevo un freezer dove una volta c’era un cuore e volevo solamente complimenti, volevo sentirmi un po’ donna. La prima volta che mi sono sentita molto poco donna è stato quando ho visto un video musicale di Beyoncè.

La prima volta che ho capito che qualcosa non andava è stato quando ho perso cinque chili in meno tempo di quanto ci avrei messo a sposare un palo della luce all’epoca in cui avevo un freezer al posto del cuore, e quando poi i tre mesi seguenti ho bevuto più vodka che acqua. Dicevo che non avevo nessuna paura, e quella veniva a cercarmi di notte e io mi svegliavo urlando perchè in effetti mi stavo mentendo spudoratamente, come fanno le bugiarde manipolatrici precoci. La prima volta che mi sono accorta di non averne bisogno è stato quando mi sono fatta una bella risata alla faccia degli ormoni, della vodka, dei cani a tre teste che mi inseguivano nei sogni sbavando di fame, dei fidanzati che vorresti veder bruciare in mezzo a una piazza gremita, dell’inferno sociale che è la scuola media e la tomba dell’anima che è il liceo e il terrore che ti provoca arrivare alla fine di otto sudati anni e dire, e adesso?

La prima volta che mi sono accorta che le persone sono umane è stato quando ho visto che nessun adulto è solido come pensavi quando ti sgridava perchè eri tornato tardi a casa e nessun amico è incondizionatamente fedele perchè l’ego è l’organo che pesa di più.
La prima volta che ho capito che il tempismo sarebbe meglio averlo, era già troppo tardi.
La prima volta che ho compreso che per quanti passi avanti tu possa fare, ti ritrovi spesso a fare le stesse cose di un tempo, è stato una notte che non riuscivo a dormire perchè avevo in testa dolci pensieri, non ricambiati, comunque. Come quando avevo undici o dodici anni, solo che ne ho diciannove, e non è certo la prima volta che vedo una mascella maschile sotto una luce diversa, nè l’ultima, e non è neanche la prima volta che il proprietario si fa i cazzi suoi. Nè l’ultima.

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